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Spezzare catene ebook
attraverso il linguaggio della coscienza nei Dialoghi illustrati

Una metodologia per spezzare catene negative o riallacciare le positive, esiste.
A dottata da trent’anni con successo, adatta ad ogni caso e a qualsiasi età.

Composto da nove capitoli che trattano le catene nelle relazioni,
nella pedagogia (come Esperto in Educazione di Ambito Familiare IRSEF);
nelle false convinzioni, e le catene spezzate da situazioni esterne;
illustra alcuni percorsi, compresi quelli dei rifugiati e vittime della tortura
(come conduttrice del laboratorio di arte-terapia presso
l'associazione Naga Har, per 6 anni).
Riprende e amplia Il linguaggio della Coscienza  edito da Psiche2 nel 2005.
Descrive come si inizia e percorre un "dialogho illustrato";
riporta alcuni scritti personali dei "pazienti" e anche dell'autrice.
E un decimo capitolo che raccoglie i disegni di alcuni percorsi completi.


il formato ebook è leggibile anche su pc,
e dal 2015 è il testo di riferimento
per la formazione in "Dialoghi illustrati",
in collaborazione con l'Istituto IRSEF.

stralci dal libro:
Storie comuni in cui si intrecciano catene di continuità
che vengono spezzate creando traumi,
o catene negative che impediscono relazioni soddisfacenti. 

“Per me è stata un’esperienza che mi lascia senza parole.
Voglio scrivere per dirlo ma cosa scrivo?... mi ha spinto a mettere
i miei pensieri sulla tela...Lei è capace di qualcosa
che esseri umani sanno in pochi. Io non esco dalle cose fisse nella testa. 
Lei invece vola e fa volare…”. 

”...erano successe una serie di cose nella mia vita,
che mi avevano portato ad una grossa depressione…
Dopo circa un anno dall’inizio della terapia, avevo acquisito lucidità,
consapevolezza, entusiasmo, gioia di vivere... una meraviglia che mai
avrei pensato di ...”

“...Più mi avvicinavo alla ruota, attorno alla quale girano le seggiovie,
più mi sentivo incapace di saltare giù dal seggiolino e già mi vedevo morta
congelata seduta. In prossimità della ruota d’arrivo il manovratore
è uscito e mi è venuto incontro con le braccia tese in avanti, con precisione
e forza me le ha infilate sotto le ascelle, trasportandomi di peso vicino al muro
dove mi ha battuta un paio di volte. Durante le quali ho pensato che non morivo
più congelata perché mi avrebbe finita lui contro il muro ma ...”